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lunedì 29 aprile 2013

No Consequence - Io






Year: 2013
Genre: Progressive Metalcore
Label: Basick Records
Sounds Like: Periphery, The Haarp Machine
Sentence: A wonderful travel (9)

Dopo ben 4 anni ritroviamo, con mio grande piacere, gli inglesi No Consequence che si ripresentano nel panorama del metal mondiale, forti di aver già dato solide conferme con "In The Shadows of Gods". Devo dire che se mi avessero detto che dovevo aspettare 4 anni per ascoltare una perla del genere, avrei risposto che ne avrei aspettati anche 5 o 6 per quanto ne vale la pena. Questi anni sono serviti per crescere, per maturare, per perfezionare il sound e per imballare questo ottimo prodotto che oggi andremo bene o male ad analizzare. Ragazzuoli ve lo dico prima di cominciare: abbiamo davanti a noi forse il migliore disco che questo 2013 ci possa regalare. Sprazzi di Djent alla Periphery, classico Metalcore con tanto di breakdown e riff pieni di scanalature, vocal che si sà misurare sia sul pulito che sul growl senza perdere fiato, chitarre avvolgenti che ti prendono sia sui riff distorti che su quelli puliti e non ti mollano fino alla fine dell'album. Sono davvero rimasto a bocca aperta davanti a certe melodie mescolate con la giusta enfasi che la band in questione sà offrirci in maniera esemplare. Devo dire che la Basick Records ha avuto la giusta illuminazione e saggezza nell'ingaggiare questi ragazzi e dar loro la possiblità di rilasciare un disco del genere. Non citerò tracce, dato che dischi come questi vanno sentiti dall'inizio alla fine, tutti d'un fiato, senza badare traccia per traccia. E' incredibile quante influenze e generi presenti; talmente tanti che lo rendono bello per questo. Ascoltarlo sarà come fare un lungo viaggio emozionante in cui non ci si annoia mai, dove non si perde mai la consapevolezza di dove ci si trova, ma al contrario si viene trascinati da un vortice che presenta molte influenze, che prese singolarmente risultano molto diverse, ma...in questo caso la differenza non si noterà per nulla. Pensando al futuro, spero vivamente che il sestetto in questione non si sputtani con il terzo lavoro, anche perché rimanere a certi livelli non sarà facile. Che dire di più? Quando si sente qualcosa di bello bisogna dirlo! Senza badare a essere troppo contenuti. Basta elogiare le solite band americane (non faccio nomi) che dopo aver sfornato 1/2 dischi decenti, finisce nel fare roba sempre più sentita e con sempre meno passione e potenza emotiva. Sono band come i No Consequence che meriterebbero più appoggio e più supporto da ascoltatori medi di Metalcore/Deathcore e Djent. (UK-America 1-0) Detto ciò, chiudo dicendo che dovete assolutamente prestare un ascolto a questo "Io" e vedrete che non ve ne pentirete.

-Marco





venerdì 26 aprile 2013

Guttural Secrete - Nourish The Spoil





Year: 2013
Genre: Brutal Death Metal/Slam/Grindcore
Label: Brutal Bands
Sounds like: Devourment, Suffocation(old), Vulvectomy
Sentence: So brutal! (8)

Per un amante del Brutal Death Metal/Slam i Guttural Secrete sono un sinonimo di sicurezza, ed ecco che da Las Vegas con furore partoriscono il loro secondo album "Nourish The Spoil". Subito salta all'occhio la copertina, normale per gli amanti del gore/splatter ignorante e inguardabile per il resto del mondo. Ad un primo ascolto può sembrare tutto uguale, solita voce da cookie monster sotto anabulizzanti, batteria che trivella il cervello dall'inizio alla fine, basso distorto fino a livelli inconcepibili e chitarra con un'accordatura talmente bassa, che fa dire alle corde "quasi quasi me ne torno nella bustina al calduccio" E INVECE NO. Il sound presenta una tecnica ignorante; di slam monotono quà non ce n'è, roba da intenditori si fa per dire; l'album si apre con "Inhaling Corpulency" che si presenta con una intro presa da chissà quale pellicola cinematografica sperduta, dove si parla di stupri e roba analoga per diversi secondi, per poi esplodere in un'universo di riff intricati evitando i classici "zero" della sesta corda da gruppo semi-broodal, ma al contrario, dimostrando che la tastiera della chitarra, forse più di un tasto ce l'ha. Continui cambio di tempi da parte della batteria che ci fanno dondolare la testa come se fossimo un gruppo di piccioni ubriachi. "Stainless Conception": eiaculazione in 3:10 proprio come in un film a luci rosse con un'inizio violento e brutale degno di "Brazzers" (dai non posso essere l'unico a conoscerlo) per poi rallentare verso la parte finale, quà la batteria (sopratutto la grancassa) domina sparandoci un simpatico tappetto che ci mitraglia l'orecchio e che passa direttamente dalla quinta alla prima senza nemmeno scalare. A seguire abbiamo "Serrated Impurities" pezzo che suonato live non lascia sopravvissuti, quà i limiti di velocità non ci sono, le voci gutturali del sig. Jeremiah Blue Jensen non perdonano abusando di pig squeals e guttural growl a manetta!(John Gallagher ne andrebbe fiero) Quà la chitarra sale e scende fischiettando pure lei e dando la sua sporca e putrida figura. La title track dell'album, come ogni title track che si rispetti è la più catchy di tutto il disco: continui cambi di tempi da far implodere la testa all'ascoltatore inesperto, abuso di gravity blast (vi sfido a non schiaffeggiare l'aria al primo ascolto) forse un po' troppo caotica, ma alla fine è Brutal Death che ci posso fare! Inoltre le alternanze di breakdown e blast beat vi faranno venire il torcicollo che è una meraviglia. "Deadened Prior To Coitus" vi sorprenderà: un arpeggio di chitarra e basso così oscuro (addirittura semi melodico attenzione!) seguito da un tappetto di doppia cassa che vi manderà al settimo girone dell'inferno. Chitarre che ricordano i Cannibal Corpse di "Bloodthirst" con riff macina sassi che vi corrodono l'anima fino a ritornare all'arpeggio iniziale condito con grugniti da far invidia ad un cinghiale selvatico. "Copropholic Asphyxia" è una poesia volgare che si sposa perfettamente con il seguito della canzone, molto slam con piccole ma essenziali mitragliate che  non vi faranno pentire l'ascolto, con una struttura ormai abusata da molti altri gruppi slam/grind. "Truncation Engagement": la penultima di questo album, è all'insegna della necrofilia e della coprofagia, argomenti must di questo sottogenere malsano. Questa a differenza delle altre è 100% brutal: nessun breakdown, dall'inizio alla fine, si viaggia a 666km/h e si arriva a destinazione senza orecchie. "Voyeuristic Engament" dovrebbe essere illegale da suonare in live, il trionfo del male e del putridume made in USA, questa massiccia massa di riff da pestaggio vi istigheranno a istinti omicidi di non poco conto (se proprio ve la dovete ascoltare è meglio farlo da soli, quà le coltellate volano come i piccioni a Milano). Ed eccoci all'ultima tappa di questo viaggio malsano all'insegna di tutte queste sopracitate argomentazioni: "Clotting The Vacant Stare" che vi darà l'idea di come il gruppo si sia evoluto tecnicamente con un interludio acustico alla "Vital Remains" (Dave Suzuki ci manchi molto) ma ovviamente di assoli neomelodici quà nemmeno l'idea, si sprofonda in un break down sotto steroidi che vi catapulterà in ambienti ospedalieri claustrofobici circondati da chissà quanti psicopatici. Sorpresina della canzone è l'atmosfera triste che racchiude questa traccia raccontata da grugniti incomprensibili che piano piano si affievoliscono chiudendo con pezzo di musica classica, sì avete capito bene, musica classica! E dopo questa notizia flash, miei cari spettatori, buona notte e buone botte.


-Billy Repalam



mercoledì 17 aprile 2013

Vow of Thorns - Forest Dweller






Year: 2013
Genre: Post Black/Doom Metal
Label: Independent
Sounds Like: Alcest, Agalloch
Sentence: Alcest and Agalloch have had a baby (7,5)

Immaginate che gli Agalloch e gli Alcest abbiano un figlio e come risultato avrete i Vow of Thorns. Questa band semi-sconosciuta (se non del tutto) debutta nel 2013 con il suo primo ep "Forest Dweller". All'inizio questo progetto era partito come Black Metal, ma poi ha subito delle variazioni a causa delle vaste influenze dei componenti e così questi ragazzi hanno iniziato a fare un genere che è un perfetto connubio fra il Post Black degli Alcest e il Doom/Black dei primi Agalloch. Uno degli elementi che sicuramente rimanda al loro genere di partenza è la voce: molto acida e graffiante, quasi sempre in scream, con qualche momento in growl; i riff, invece, sono di carattere Post Black con sfumature tipiche del Doom, con una componente solistica non male, costituita da assoli molto semplici, ma comunque di grande impatto. Ma ora passiamo alla tracklist. Questo ep si apre con "To The Uknown", senza dubbio una delle migliori tracce, la quale si apre con un arpeggio molto melodico e con la presenza del feedback dell'altra chitarra ( tipico dello shoegaze ) per poi  in seguito, assumere le sembianze di una qualunque canzone degna dei gruppi prima citati, per poi far subentrare riff distorti di tipica fattura Doom. Un'altra traccia degna di nota è la title track "Forest Dweller", la quale si apre, esattamente come la precedente, con un riff molto melodico e pieno di tristezza e malinconia che, una volta entrata la voce ad accompagnare il tutto, fa gelare il sangue, con una ritmica a dir poco meravigliosa, capace di comunicare tanti sentimenti diversi in un unico pezzo. Per quanto riguarda le ultime 2 canzoni, somigliano abbastanza alle altre, anche se, in "Wood Drenched Epitaph", sono presenti più elementi che rimandano al Black e allo Shoegaze. In conclusione questo è decisamente un buon lavoro,che consiglio caldamente a tutti i fan del genere e che mi riempie di buone aspettative per un futuro full-lenght.

-Alessio



lunedì 15 aprile 2013

Devourment - Conceived in Sewage






Year: 2013
Genre: Slam/Brutal Death Metal
Label: Relapse Records
Sounds Like: Vulvectomy, Defeated Sanity, Incantation
Sentence: I see worms crawling! (7,5)

Ecco che ritornano i Devourment con il loro quarto parto, "Conceived in Sewage". Notiamo subito a  differenza dei lavori passati, un mutamento del suono, che passa da quel putridime "sporco" a un sound molto più nitido, dove possiamo tranquillamente distinguere i riff di chitarra e soprattutto per quanto riguarda il vocal, seguire i testi senza perderci. Anche se questo non si significa che il lavoro ottenuto sia meno brutale  e putrido, affatto, questi ragazzi di Dallas tornano più incazzati di prima e pronti a bruciare timpani con le loro sonorità estreme, tipiche dello slamming BDM! Come dimenticare episodi viscerosi come "Molesting the Decapitated" e il successivo "Butcher the Weak"? Bene, dimenticatevi in parte questi due aborti e pensate che la band in questione è arrivata  ad assomigliare agli ormai noti Incantation, mantenendo ovviamente qualche caratteristiche nel sound dei vecchi lavori. A voi il parere di giudicare questo "cambiamento". Ma come ostacolo più grande ci sono una produzione "chirurgica" cioè troppo curata per essere un album Slam e l'assenza completa dei classici gutturali, ma l'uso del semplice growl a volte allungato, ma che comunque sia non raggiunge l'incomprensibilità! Per quanto riguarda le chitarre, c'è subito da dire che non esagerano in fatto di rallentamenti animaleschi, ma al contrario il riffing presenta più foga e più presenza. Brano dopo brano, l'ascoltatore verrà catapultato in una carneficina di chitarre che sembrano tagliare pezzi di carne umana con la loro accordatura molto bassa e con il palm-muting ripetuto a ruota. Come inizio "Legalize Homicide" è un ottimo antipasto, ma secondo me i momenti migliori del disco li potremo apprezzare con la title track, che presenta una intro molto macabra e con l'ultimo tassello "Parasitic Eruption"; qual modo migliore di tirare le catene e chiudere la porta ad una carneficina del genere? Anche se, le tracce che ho citato sono frutto di un parere puramente soggettivo, nel complesso i brani sono tutti validi, ai limiti della mediocrità e per goderselo a pieno vanno sentiti tutti. E per finire, tirando le somme dico che se vi piace il genere proposto, ovvero se siete dei maniaci di queste sonorità basse ed estreme e malati mentali che adorano copertine del genere (come il sottoscritto) fatelo vostro che con più di un'ascolto per assemblarlo può veramente piacervi. Altrimenti se non vi piace il genere smammate, perché questa è roba per veri intenditori.

-Marco