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mercoledì 31 luglio 2013

Ov Hollowness - The World Ends







Year: 2013
Genre: Atmospheric/Avant-Garde/Black Metal
Label: Code666
Sounds like: /
Sentence: Beautiful (8,5)

La one man band canadese Ov Hollowness giunge con "The world ends" al terzo album e dimostra di essere cresciuta notevolmente dal demo del 2010. Mark R. ci sa fare, e non poco, con tutti gli strumenti, compreso il più personale, ovvero la voce: screaming ed episodi di clean vocals molto epici. Il drumming è molto vario, anche all'interno della stessa canzone, anche se il blast beat non è poi particolarmente usato. Un atmospheric black metal che rende bene l'idea alla base dell'album: la fine del mondo, raccontata attraverso 10  tracce, a volte forse fin troppo lunghe, belle melodie, più o meno malinconiche ma sempre molto evocative, che descrivono la tristezza e la disperazione per l'imminente evento, ma che ispirano anche una certa eccitazione per la grandezza di un qualcosa aspettato a lungo e finalmente arrivato: la fine del mondo, appunto, che nell'outro si manifesta in tutto il suo splendore: triste desolazione, niente musica, un vento gelido che attraversa un mondo ormai morto. A mio parere l'album merita molto e lo consiglio caldamente a tutti gli amanti del genere.

-Pierluigi Bani








lunedì 29 luglio 2013

7 H.Target - Psy Slam Damage






Year: 2013
Genre: Technical Brutal Death/Slam
Label: Coyote Records
Sounds Like: Acranius, Extermination Dismemberment, Abhorration
Sentence: Slaughter nonsense win (8)

Dalla Russia con furore tornano i 7 H.Target, che dopo un anno dall'ultimo lavoro, "Fast-Slow Demolition", si ripresentano nel panorama brutal mondiale con questo "Psy Slam Damage". Rispetto a quell'album i 7 H.Target sono migliorati molto, rendendo la qualità decisamente più nitida e pulita ed andando a moderare i tempi di "baccano" assurdo che lo caratterizzavano in  parte. Questo potrebbe essere considerato come pro o come contro, io la vedo come una cosa positiva dato che quel disco, ok che non era male, però tendenzialmente era troppo ripetitivo e tornava sempre sulle stesse linee, variando pochissimo. Altra cosa da sottolineare sono le aggiunte di effettistiche che non fanno parte del sound: una scelta azzeccatissima, per spezzare il ritmo e per riprendere fiato. E' vero che erano presenti anche in "Fast-Slow Demolition", ma rispetto a quest'ultimo lavoro, erano molto più rare. Infine anche la durata potrebbe essere un fattore che mi ha fatto adorare più questo che l'altro, dato che una differenza di diciotto minuti netti, non può passare inosservata; invece questi venti minuti scorrono che è una meraviglia e l'album di per sè, si assembla benissimo anche dopo un solo ascolto. L'analisi delle tracce ve la scordate: alla fine è slam cazzo! Uno slam piacevole, che presenta molte influenze che variano dal grind al technical death, ma è pur sempre slam putrido e assordante. Tuttavia i momenti che più ho apprezzato di questo disco sono sicuramente lo stacco prolungato di basso in "Grenade In The Hand", la intro e l'attacco smaciullacervelliidroconvulsionati di "Gun In-Cunt" e la traccia "Metro. Tetsuo vs. Woman, Psy Slam Damage" con repentini cambi di tempo, urla e note stonate che sono la ciliegina sulla torta. Il resto è tutto slam classico, ma sempre con l'aggiunta di variazioni che sono l'identikit della band. Questo trio ha idee, tante idee e sa anche in qualche modo metterle in pratica in maniera sistematica e catturante. Veramente un buonissimo disco slam, con un sacco di influenze che sono perfette e ben dosate per non far annoiare l'ascoltatore, ma al contrario tenerlo attaccato e alle cuffie con un ardente voglia di andare avanti.
p.s. se dopo i primi sette secondi di "Grenade In The Hand" non vi prende una paralisi isterica: o siete degli alieni o avete il volume al minimo.

-Marco





venerdì 26 luglio 2013

Nervecide - Impermanence







Year: 2013
Genre: Death Metal/Noise/Ambient
Label: Indipendent
Sounds Like: Hate Eternal, Cryptopsy, Behemoth
Sentence: A man, a genius (8)

Ormai è inutile dirlo, ma la scena metallica italiana, sta divenendo sempre più continua e sempre più spesso si vedono band che meriterebbero molto di più per quello che propongono, ma non avendo nessuno capace di farle uscire "dal guscio", esse rimangono band con un numero di fans veramente misero. Oggi abbiamo qui un lavoro decisamente interessante e soprattutto made in Italy! Nervecide, è una band o meglio, un progetto portato avanti da un solo componente; quindi parliamo di una one man band metal e il protagonista di tutto ciò è: Giorgio Benedetti (ex chitarrista Cadaveric Crematorium). Dopo aver lasciato la band, il talentuosissimo polistrumentista intraprese questo progetto solista, dal nome Nervecide. Esso, riesce a maestrare tutti gli strumenti e come se non bastasse, ci mette anche la voce. Pensare che tutto ciò è stato fatto da una band di 4-5 componenti ti entusiasma e ti fa dire "cazzo che album!"; ma se tutto ciò è stato fatto da un solo componente, come in questo caso, il risultato non può che essere alterato senza scrupoli. Impermanence è un' album a tratti distruttivo, con classici riff death metal, tra cui alcuni molto tecnici e un'uso moderato di effettistica puramente noise. Non perde mai potenza emotiva il nostro Giorgio, riuscendo ad essere impeccabile sia con la chitarra che con la batteria, portata a circa 200 bpm; per quanto riguarda la voce, riesce a donare il giusto timbro gutturale stile Glen Benton, Erik Rutan. Un lavoro eccezzionale, che visti i molteplici cambi di genere che presenta, difficilmente risulterà noioso, infatti, anche quando questo prenderà sembianze di death brutale, il bresciano Giorgio, svolterà il tutto spegnendo il lato incazzato ed aprirà a delle atmosfere puramente ambient e sperimental, con uso di chitarra pulita ed acustica. L'ultima traccia, "Infinito" non è altro che la recitazione della poesia "Infinito" del noto poeta Leopardi, poggiata in un atmosfera noise. Veramente non male come chiusura. Quindi passando alle conclusioni, devo dire che l'idea di questo ragazzo, mi ha entusiasmato molto, non è da tutti saper suonare così tanti strumenti in maniera impeccabile e proprio per questo, Impermanence sarà senza dubbio, uno dei migliori lavori di matrice italiana di questo 2013.

-Marco



mercoledì 24 luglio 2013

Goemagot - Eradication of Insignificant Beings






Year: 2013
Genre: Slam/Brutal Death Metal
Label: Sevared Records
Sounds Like: Devourment, Gorgasm, Cephalotripsy
Sentence: Find me in the face (8)

Dopo una demo uscita nel 2012, i Goemagot si riprsentano nel panorama del brutal death metal mondiale, con "Eradication of Insignificant Beings". Sembra proprio l'anno del Brutal, infatti dopo il ritorno in grande stile dei Deafeated Sanity che non tornavano in studio dal 2010, dopo il ritorno fiammante dei Guttural Secrete, che mancava da ben 6 anni pensate e di altre band come Devourment e compagnia, abbiamo fra le mani un'altro lavoro di questo genere. Rispetto alla demo precedente il trio americano è avanzato di livello, scoprendo un sound più efficace e rimediando ai difetti che esse conteneva. Anche se, grazie alla demo, abbiamo in qualche modo potuto individuare cosa questo full-length potesse contenere. Da sottolineare c'è anche il grande lavoro che questi newyorkesi stanno svolgendo; sono nati nel 2011, nel 2012 hanno rilasciato il loro primo assaggio e 6 mesi dopo, cioè 2013, rieccoli con del nuovo materiale. Adesso non perdiamoci più in chiacchiere ed andiamo ad analizzare questo "Eradication of Insignificant Beings". Undici brani che mischiano elementi slam e brutal death che non stufa ragazzi! Infatti la cosa che mi ha stupido di questo album, è che non ti fa dire "oh no ancora quel riff", e devo dire che qui il trio ci ha lavorato parecchio, infatti le tracce risultano abbastanza diverse tra loro e non ci sono molte ripetizioni. Ti sbatte in faccia la brutalità condita con la giusta dose di tecnicismi per cercare di rendere l'ascolto il più piacevole possibile e per nascondere lo stupro degli strumenti da parte dei componenti. Produzione e qualità ottima: chitarre mai troppo fangose e non rischiano di incepparsi su riff slam da far cader la testa, vocal con la giusta potenza e l'immancabile pig squel quando serve, eseguito da Cody McConnell ad opera d'arte. Fantastico il suono della batteria, ogni rullata sarà puro godimento. Oltre che ha trapanarci le orecchie con il vocal puramente gutturale, Cody si dimostrerà capace di comandare il quattro corde in maniera ottima, con stacchi e note taglienti quà e la. I brani pur risultando leggermente diversi l'uno dall'altro, sono bene o male sorretti da una struttura ben precisa, eccezion fatta per l'ultimo brano "Beg For Extinction"; un  brano che ti lascia di stucco! Non potevano, senza dubbio trovar modo migliore di chiuderlo. Un brano che non risulta essere solo di puro BDM; riff alla Dying Fetus, chitarra e basso che si scambiano la scena in continuazione, assolo tecnico che ti lascia senza fiato e finale di acustica che, se l'assolo ti toglieva il fiato questo ti toglie direttamente i polmoni. Eccezionale finale, scusate la ripetizione ma solo per quel brano il disco merita di essere ascoltato e successivamente acquistato. A questo punto non posso dire altro che, aspetterò ansioso la prossima uscita dei newyorkesi, sperando che sia addirittura migliore di questa.

-Marco